19.12.08
Storiella per Natale
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: Hai appena visto l'Inferno.
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio: Non capisco!
E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura....
La differenza la fa ognuno di noi!
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: Hai appena visto l'Inferno.
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio: Non capisco!
E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura....
La differenza la fa ognuno di noi!
7.8.08
Morti bianche e verdi morti cerebrali
Non passa giorno che non ci sia un incidente mortale sul lavoro e cosa mi tocca leggere sui giornali? Che il senatore Castelli, noto per l'espressione vivace e lombrosianicamente attenta, intende ridimensionare il problema. Sono solo le statistiche - secondo lui - ad essere gonfiate. Manipolate per ottenere risarcimenti assicurativi.
"Soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente - sostiene - nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica".
Quindi se ne deduce che i lavoratori fanno di tutto per morire, solo per truffare lo stato. Se non ci sono riusciti durante le ore di lavoro, impossibilitati ad aggirare le rigide norme di sicurezza della fabbrica, come possono tornare alle loro famiglie ancora vivi! Con che coraggio pronunceranno la frase: "scusa cara, ma non sono riuscito a ferirmi seriamente. Anche questo mese dovrai rinunciare ai tuoi progetti, non avremo niente dall'Inail". E i bambini giu' a strillare: "Papa', papa' sei cattivo!". E' a quel punto che, sentendosi mortificato, il lavoratore si ripromette di farla finita.
Quindi che colpa hanno i datori di lavoro?
ULTIMA ORA
Questa mattina, Andrea Pininfarina muore in un incidente stradale mentre si reca al lavoro.
NO COMMENT
"Soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente - sostiene - nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica".
Quindi se ne deduce che i lavoratori fanno di tutto per morire, solo per truffare lo stato. Se non ci sono riusciti durante le ore di lavoro, impossibilitati ad aggirare le rigide norme di sicurezza della fabbrica, come possono tornare alle loro famiglie ancora vivi! Con che coraggio pronunceranno la frase: "scusa cara, ma non sono riuscito a ferirmi seriamente. Anche questo mese dovrai rinunciare ai tuoi progetti, non avremo niente dall'Inail". E i bambini giu' a strillare: "Papa', papa' sei cattivo!". E' a quel punto che, sentendosi mortificato, il lavoratore si ripromette di farla finita.
Quindi che colpa hanno i datori di lavoro?
ULTIMA ORA
Questa mattina, Andrea Pininfarina muore in un incidente stradale mentre si reca al lavoro.
NO COMMENT
9.7.08
No Cav Day
Oggi il materiale non manca. L'estate e' calda e i cervelli friggono. La manifestazione di ieri a Roma indetta da Micromega e dall'Italia dei Valori ha dato i suoi frutti. Tutti indignati per le parole di Grillo e della Guzzanti. C'e' chi prende le distanze, chi querela, chi si addolora. Io sorrido di fronte a quei politici indignati e ai quei giornalisti che usano la parola turpiloquio. Le nefandezze di questi politici possono essere descritte solo in quei termini, un linguaggio diverso non potrebbe esprimere la nausea che hanno provocato nelle persone oneste.
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8.7.08
amici per la pelle
Silvio e George (Ap)
Abbracci e baci tra i due. E poi grandi sorrisi, in parte dovuti a paresi facciali o a lifting esasperati.
Tra l'Italia di Silvio e gli Stati Uniti di George sembra ci sia grande amore.
Ma cosa pensa veramente Bush del suo amicone e' venuto fuori dalle cartelle stampa che la casa bianca ha preparato per il G8.
Insomma il giusto leader per un paese corrotto.
Certo le scuse ufficiali gia' sono state fatte ma intanto...
Grazie Silvio per l'immagine che dai al nostro paese!
Etichette: politica
2.7.08
Lettera di Eco
Copio, incollo e sottoscrivo.
Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona.
Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco
(2 luglio 2008)
Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona.
Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco
(2 luglio 2008)
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1.7.08
presto nuovi eroi
In barba all'articolo 11 della nostra maltrattata costituzione presto l'Italia sara' in guerra. Forse la cosa sta passando quasi inosservata presi come siamo ad occuparci del pericolo immigrati... Ma intanto il tenero Ignazio ha gia' promesso al guerrafondaio Bush un aiuto in fresca carne da cannone per novembre. Ben 500 eroi da affiancare alla coalizione sul fronte talebano. Naturalmente la promessa deve ancora essere avvallata dal governo ma viste le personalita' tutta casa e chiesa che lo compongono c'e' da scommettere che non resisteranno a fornire un po' di piombo caldo italico agli infedeli. Gia' mi sto asciugando le lacrime per i nostri eroi che malauguratamente cadranno per la patria. Si, la patria, ma di chi?
Etichette: Afghanistan, guerra, politica
3.4.08
ti piace vincere facile!
Troppi stimoli in questa campagna elettorale. Tutti sti personaggi che girano l'Italia in cerca di consenso non lasciano passare giorno senza dispensarci di promesse, dichiarazioni ad effetto, piccole recite convinti come sono di vivere un reality show! Ma quanto e' simpatico Silvio! Ma l'avete visto mentre mangia una mozzarella e finge di sentirsi male? Per chi se lo fosse perso ecco il link.
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